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13 settembre 2003 -

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IL RESTO DEL CARLINO
13 Settembre 2003

Lorenza Montanari.

“DOPO GIAN MARCO STANNO PER NASCERE ALTRI CINQUE BAMBINI CONCEPITI IN PROVETTA”
Fecondazione in vitro, gioia dei medici di Fisiopatologia


Si chiama Gian Marco ed è uno splendido “giovanotto” venuto alla luce 5 giorni fa nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Lugo. La sua nascita è un evento speciale: Gian Marco, infatti, è il primo bambino concepito “in provetta” nel Laboratorio di Fisiopatologia della riproduzione dell’ospedale lughese. E’ nato grazie alla tecnica detta “Fivet”, che consiste nella fecondazione in vitro con successivo impianto dell’embrione nell’utero materno. I suoi genitori, che abitano nella nostra provincia, si erano rivolti a questa struttura per problemi di infertilità. Lunedì il lieto evento: il piccolo, che alla nascita pesava 3 chili e 900 grammi, è venuto alla luce con parto spontaneo; sia lui che la mamma godono  ottima salute. Ed è stata festa per tutti: alla gioia dei genitori si è infatti unita quella dell’equipe del Laboratorio che, inaugurato nel dicembre scorso, ha già un ruolo di primo piano nel settore a livello nazionale, tant’è che vi approdano centinaia di coppie da tutta Italia. Le strutture pubbliche di questo tipo in Emilia Romagna non si contano neppure sulle dita di una mano e in Romagna ne esistono solo 2: Lugo e Ravenna. L’equipe lughese è coordinata dalla dottoressa Tiziana Bartolotti e ne fanno parte il dottor Michele Monti, la biotecnologia Francesca Camerani, le biologhe Valentina Felletti e Linda Valori, la psicologa Samanta Cricca e l’infermiera Rosa Rita Toschi, detta anche “la mamma di tutti i bambini”, in quanto punto di riferimento di ogni tappa di questo percorso di speranza. <<Lavoriamo per la cura dell’infertilità dal ’92 –spiega Tiziana Bartolotti- ma dal dicembre scorso abbiamo esteso l’attività anche alla fecondazione extrauterina e alle tecniche previste in caso di grave sterilità maschile. Un settore che ha anche importanti legami con le patologie oncologiche, perché consente il congelamento di ovuli e spermatozoi, dando speranza di riproduzione anche a chi deve sottoporsi, , ad esempio, alla chemioterapia, che provoca sterilità. Un’attività che ha incredibili risvolti umani e che coinvolge emotivamente tutta l’equipe. Era il 31 dicembre quando abbiamo saputo dell’esito positivo del test di gravidanza della mamma di questo bimbo ed è stato un Capodanno speciale per tutti noi>>. Quest’attività comporta anche molto impegno. <<Oltre alle attrezzature costose occorre sempre un maggior numero di personale, ma possiamo ritenerci soddisfatti perché abbiamo dato vita a un grande “sogno”, con l’aiuto del direttore della ASL, Augusto Zappi, della direttrice dell’ospedale di Lugo, Bruna Baldassarri, e del primario di questa Unità operativa, Giuseppe Santini. <<Per il futuro le aspettative sono tante: <<Lavoriamo con alcune regole precise: non congeliamo embrioni e non applichiamo trattamenti a donne che abbiano superato i 41 anni. Facciamo inoltre attività di formazione, organizzando convegni con adesioni da tutta Italia. Intendiamo poi lavorare sempre più sulla prevenzione della sterilità, soprattutto maschile. Abbiamo anche fondato un’associazione “onlus”, la Genea,, finalizzata alla raccolta di fondi per il laboratorio e che sarà presente alla Festa di San Michele a Bgnacavallo>>. A breve si attende la nascita di altri 5 bambini concepiti tramite “Fivet”, tra cui 2 gemelli.